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Tramedautore #4. Little Europa: fine di un’utopia

Prendi una fra le più amare opere di Ibsen e abbandonati a un viaggio di giocosa erosione che intende riflettere con intelligenza sull’oggi. Necessario combustibile è la forza comunicativa della giovane compagnia Vico Quarto Mazzini che, dopo il debutto lo scorso maggio a Castrovillari (Festival Primavera dei Teatri), porta a Milano una nuova versione di Little Europa (testo di Gabriele Paolocà, Premio Hystrio alla Vocazione 2015). Si tratta di un lavoro articolato e ambizioso, che presenta alcune smagliature e snodi ancora acerbi, compensati però dall’energia dirompente e metamorfica del gruppo, che travolge il pubblico con il coraggio e la profondità di una riflessione politica sulle disillusioni contemporanee, attraverso il gioco e il ventaglio alchemico di stili e linguaggi.

Il dramma ibseniano Il piccolo Eyolf (1894) è solo un pretesto situazionale, innesto parodico triturato sotto l’urgenza dell’oggi. Questa trasposizione è ambientata nel XXI secolo e non nei fiordi della Norvegia, ma…

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Dal nostro canale youtube: Eresia della Felicità

Recensioni

  • 05_bandierine-al-vento_light-5_ph-mirko-piffer
    Tramedautore #3. La Germania di Philipp Löhle

     

    L’ultima sera d’estate a Milano. Stormi di teen-agers, con indosso abiti di tendenza, passeggiano stringendo in mano il filo di palloncini rosa a forma di cuore che si agitano…

Focus

Festival

Sguardi sulla Grecia

Architetture in scena

Ultimo numero

  • Trentatré 2016: De-generazioni / un teatro geneticamente modificato

    È un’utopia, ai nostri giorni, un rapporto tra generazioni artistiche sano e proficuo? Mentre nel mondo politico le ‘rottamazioni’ vengono elette a slogan, cosa accade invece nel panorama teatrale? Esiste una trasmissione di saperi tra una generazione e l’altra? E ancora: il sistema teatrale riesce a favorire un ricambio e un ingresso delle nuove realtà?
    Questo numero di “Stratagemmi” offre una ricognizione dello stato dell’arte, a partire da un’iniziativa nata presso il Teatro i di Milano nella stagione 2014/2015: il progetto – ideato da Francesca Garolla e Oliviero Ponte di Pino – era titolato significativamente De-generazioni. Accanto alla programmazione vera e propria, articolata in una studiata alternanza tra nuovi gruppi e artisti già affermati, sono stati pensati alcuni momenti di incontro aperti al pubblico, coordinati dai due ideatori del progetto insieme alla redazione di “Stratagemmi”: il tentativo era quello di tracciare connessioni tra il singolo percorso e un panorama più…

  • Trentadue 2015: Intorno ad Alcesti

    Lo spettacolo Alcesti, per la regia di Massimiliano Civica, è andato in scena tra il 30 settembre e il 26 ottobre 2014 all’ex Carcere delle Murate di Firenze, per soli venti spettatori a serata (e ha vinto il Premio Ubu 2015 come migliore regia). Intorno a questa esperienza, significativa per molti aspetti, si snodano i contributi che leggerete nelle prossime pagine.

    Ma perché dedicare un intero numero a un allestimento andato in scena solo per un mese, in un unico luogo, che pochissimi hanno avuto la fortuna di vedere? Perché Alcesti rappresenta, a nostro avviso, un exemplum di vitale ripensamento dell’antico, un’occasione di riflessione intorno alle possibili prassi per la messa in scena del teatro greco oggi. Così, partendo da questo particolare caso studio, abbiamo allargato gli orizzonti, indagando cosa separa una mera riproposizione della nostra tradizione teatrale da una re-interpreta-zione capace di produrre nuovi scarti di senso.

    Nella prima…

  • Trentuno 2015: Appetiti in scena / ExpoShakespeare

    Nelle pagine di questo numero diamo spazio a due iniziative complementari, entrambe di grande valore, nate in seno al dipartimento di Lingue e Letterature straniere dell’Università degli Studi di Milano. Appetiti in scena, un ciclo di incontri ideato da Caroline Patey e realizzato in collaborazione con il Piccolo Teatro, è un affascinante viaggio tra i banchetti, le feste e le cerimonie del teatro europeo: dai sanguinari pasti della tragedia greca alla strabordante pancia di Falstaff, dal cibo immateriale di Beckett e Ionesco fino ai cannibali di George Tabori.
    Il progetto ExpoShakespeare – curato da Maracristina Cavecchi e Margaret Rose e pensato come un articolato laboratorio partecipativo per gli studenti – ha invece scandagliato i testi del Bardo attraverso la lente del cibo: accanto a studiosi di teatro inglese sono stati coinvolti esperti di nutrizione, professionisti del mondo del teatro, psicoterapeuti. Un coraggioso progetto interdisciplinare che ci ricorda come il corpus…

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