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Chi ha paura di Virginia Woolf?

di Edward Albee
regia di Arturo Cirillo

“Siam tre piccoli porcellin, siamo tre fratellin…”.
In Italia ce lo ricordiamo così. Era il motivetto che faceva da colonna sonora a uno dei più grandi successi Walt Disney, I tre porcellini, datato 1933. A onor di cronaca, la versione originale dello stornello recitava: “Who’s afraid of the big bad wolf?” dove “il grande lupo cattivo” di cui aver paura era, secondo alcuni, la crisi economica venuta a distruggere, insieme alle case dei simpatici suini perdigiorno, buona parte dell’America immersa nella grande depressione.

Chi ha paura di Virginia Woolf? di Edward Albee, drammaturgo statunitense che nel 1962 lo presentò sulle scene di Broadway, prende il suo titolo proprio da quell’animazione disneyana, innestandovi, con un calembour piuttosto cerebrale, il nome della famosa scrittrice inglese del secolo scorso. Uno slittamento semantico che, si può azzardare, prende le mosse da un malessere collettivo e dichiaratamente pubblico…

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Recensioni

  • un anno
    Un anno sull’Altipiano

    dal romanzo di Emilio Lussu
    adattamento di Daniele Monachella
    visto al teatro Franco Parenti di Milano_15-17 maggio 2015

    Chi ama il teatro si accosta sempre con sospetto, credo, alle letture…

Focus

Sguardi sulla Grecia

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Architetture in Scena

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    Delirious “Niu Iorc”

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    È possibile tradurre in uno spettacolo teatrale uno dei più famosi libri di…

Ultimo numero

  • Ventinove 2014. Expo, Milano e cultura: quale spazio per il teatro?

    Per Milano, in questo 2015 che sarà ancora di recessione e incertezza, l’appuntamento da molto tempo segnato in agenda è l’Esposizione universale. Per abbreviare, l’Expo. Forse non sarà Storia con la s maiuscola, ma inevitabilmente polemica e attese sono cresciute intorno a questi sei mesi che regaleranno alla “capitale morale” d’Italia una platea internazionale e che in tanti, tra politici, imprenditori e pensatori, hanno già definito l’occasione del rilancio, del riscatto, della ripartenza.

    Il cuore del nuovo Taccuino di Stratagemmi sono le sfide e le prospettive del settore cultura: Expo gioverà al sistema milanese, provato ma tutto sommato resistente, nonostante la crisi e i pochi (pochissimi) soldi che circolano? Si riuscirà a valorizzare la forza propulsiva del tessuto artistico della città, quello teatrale in primis? Oppure sarà solo uno spreco di energie o, magari, più semplicemente e tristemente, un’occasione persa?
    Lo speciale di Stratagemmi si articola in approfondimenti, interviste, sguardi critici…

  • Ventinove 2014: Studi

    In questo numero torniamo, ancora una volta, alle radici del teatro. Due studi indagano il testo aristofaneo sul nuovo e fecondo versante degli aspetti performativi. Nel primo saggio, Cristiana Caserta dedica un’analisi approfondita alla parodo delle Nuvole: le didascalie sceniche sono da prendere in considerazione per quello che descrivono o piuttosto per quello che non descrivono? Quanto contava l’agire scenico nel teatro antico? Lo studio di Camilla Lietti è invece dedicato all’apparizione del mostro proteiforme Empusa nelle Rane: in un contesto critico che ancora dibatte sull’effettiva presenza o meno del personaggio in scena, l’attenta analisi e contestualizzazione del passo puntella un’interpretazione estremamente seducente, per cui sarebbe un danzatore a inscenare le mille forme dell’Empusa su note ditirambiche.

    E se la commedia antica è alle radici della nostra satira e del nostro modo di ridere, non peregrina appare l’idea di mapparne il lessico specifico dalle origini fino ai nostri giorni. Di…

  • Ventotto 2013: L’autore non abita più qui?

    Il nuovo numero di Stratagemmi è dedicato alla Giornata di studio L’autore non abita più qui? Il rapporto tra autore drammatico e regista nel sistema teatrale italiano.
    All’incontro – svoltosi all’Università degli Studi di Milano il 30 novembre 2012 e organizzato dal Cendic (Centro Nazione Drammaturgia Italiana Contemporanea) e dal Cam (Coordinamento Autori Milanesi) – hanno partecipato studiosi e registi, drammaturghi e operatori.
    A introdurre l’iniziativa sono le riflessioni di Ira Rubini e Massimo Sgorbani. Mentre Alberto Bentoglio, Maria Gabriella Cambiaghi, Maddalena Giovannelli, Marco Pernich, Margaret Rose affrontano la questione in una prospettiva storica: le relazioni mettono in luce come si è evoluto il rapporto tra autore e regista da Goldoni/Medebach a Ettore Gaipa, fino alle più recenti voci della drammaturgia italiana e anglosassone.
    Nella seconda parte, la parola va ad autori, registi, attori, operatori attivi nel territorio italiano: Andrée Ruth Shammah, Renato Sarti, Alberto Oliva, Pierpaolo Palladino, Mimma Gallina, Renato…

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