Autore: Maddalena Giovannelli

Ridono, le Belve. Massimiliano Civica alla prova della farsa.

Ci sono film per i quali può valere la pena pagare il biglietto due volte. Loro, dedicato alla mitologia su e intorno a Silvio Berlusconi, è uno di questi. Chi non ha amato l’ennesima regia estetizzante di Paolo Sorrentino non scuota la testa: sono le reazioni in platea a meritare un’attenzione particolare. Le battute sopra le righe di Berlusconi/Servillo (una su tutte: le condoglianze portate dal Presidente alla “cognata” della pecora morta nella prima scena del film) strappano agli spettatori, quasi loro malgrado, qualche breve risata. Ma il riso pare gelarsi sulle loro labbra, e d’improvviso subentra il silenzio:...

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Milano in scena: un viaggio in tranvai da Vittorini a oggi.

La scena contemporanea va riscoprendo da alcuni anni un rapporto rinnovato e vitale con il dialetto, riappropriandosi così di territori tradizionalmente abitati da un teatro d’intrattenimento semi-amatoriale. Tra gli esempi più noti di questa nuova tendenza, basti citare il flegreo arcaico di Mimmo Borrelli, il veneto quotidiano di Babilonia Teatri, il violento siciliano di Emma Dante e, da ultimo, il sardo del Macbettu di Alessandro Serra (in finale ai Premi Ubu e al Premio Rete Critica 2017). E anche se Franco Cordelli continua ad allarmarsi per la possibile estinzione dell’italiano (si vedano le sue riflessioni su Le sorelle Macaluso...

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Tropicana

Appena usciti da teatro, provate a concentrarvi su una critica che vorreste fare a Tropicana. Vi accorgerete, mentre la formulate, che la critica è già metateatralmente contenuta nello spettacolo. Ma partiamo dall’inizio: Claudia, Francesco, Daniele e Salvatore si presentano sul palco vestiti in abiti da tutti i giorni. Una felpa, una t-shirt, un paio di jeans. Sono gli attori del gruppo Frigoproduzioni? Anche. Ma sono allo stesso tempo i componenti del Gruppo Italiano, l’effimera band che marchiò l’estate del 1983 con le note di Tropicana e poi scomparve nel nulla pochi anni dopo. Sulla sovrapposizione della parabola umana e...

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Empire

Una cucina, un tavolo, e quattro narratori che condividono con il pubblico le loro storie. Potrebbe essere descritto così Empire, lo spettacolo di Milo Rau che chiude la trilogia dedicata al tema dell’Europa (dopo The Civil Wars, e The Dark Ages), in prima nazionale al Festival Contemporanea di Prato. In scena il greco Akillas Karazissis, la rumena Maia Morgenstern, i siriani Ramo Ali e Rami Khalaf: ognuno di loro ha una storia vera da raccontare, una storia di abbandono e di esilio. Eppure – ne siamo consapevoli dal primo istante in cui entriamo in sala – nulla è come...

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And it burns, burns, burns

Chi ha vissuto con perplesso distacco la dimensione festaiola di questa edizione del Festival di Santarcangelo, avrà invece accolto con sollievo la proposta coreografica di Simona Bertozzi, che poco concede a una fruizione meramente edonistica dell’evento spettacolare e che si caratterizza invece per un asciutto rigore compositivo. And it burns, burns, burns – presentato nel secondo fine settimana di festival – è infatti un’ora abbondante di ricerca coreografica pura, portata avanti da cinque eccellenti performer su un palco vuoto e accompagnata da sonorità ipnotiche (a cura di Francesco Giomi) che creano un ambiente sospeso e rarefatto senza cercare l’immediato...

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Inferno

Nell’ambizioso e complesso progetto dedicato dal Teatro delle Albe all’Inferno dantesco convivono armoniosamente due delle anime che guidano da sempre il percorso della compagnia: da un lato l’attitudine all’inclusione della cittadinanza nei processi spettacolari; dall’altro il confronto costante (e mai prono) con i giganti della letteratura. Per costruire le quasi tre ore di rito collettivo, le Albe hanno lanciato una chiamata pubblica sollecitando gli abitanti di Ravenna (ma non solo) a una partecipazione attiva: a quell’invito hanno risposto più di settecento cittadini di tutte le età, dagli adolescenti fino agli anziani utenti di un ospizio. Per affrontare una simile...

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Aiace

Riscrivere un classico non è mai una sfida semplice per un drammaturgo: bisogna tenere in equilibrio le esigenze della scena, le caratteristiche del testo di partenza e – non meno importante – le specificità della propria scrittura. Ma a Linda Dalisi, dramaturg della compagnia Stabilemobile, l’esperienza non manca. Al fianco di Antonio Latella ha messo a punto copioni a partire dai testi di Pasolini, Ibsen, Collodi e ha vissuto di recente una vera e propria immersione della drammaturgia classica grazie al riuscito e ambizioso progetto Santa Estasi (qui la recensione pubblicata su Stratagemmi). Dalisi si accosta dunque al testo dell’Aiace (alla...

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Genesis 6, 6-7

di Angélica Liddell visto al Teatro Politeama nell’ambito di Napoli Teatro Festival La fruizione di uno spettacolo teatrale ha a che fare anche con le aspettative che questo suscita. Così, davanti alla nuova creazione di Angélica Liddell, è difficile prescindere dalle molte etichette che le sono state attribuite (tra le più frequenti: “geniale”, “provocatoria”, “controversa”), e che rimbalzano di continuo tra stampa e pubblico. Il nome dell’artista catalana suonerà probabilmente noto anche alle orecchie più refrattarie al teatro: per i suoi spettacoli (su tutti: Prima Lettera di San Paolo ai Corinzi, presentato all’Olimpico di Vicenza nel 2015) si grida...

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Un quaderno per l’inverno

uno spettacolo di Massimiliano Civica drammaturgia di Armando Pirozzi visto al Fabbricone di Prato/Teatro Metastasio _ 7-19 marzo 2017 “Da tempo ormai la poesia si è sottratta al confronto con… come potremmo chiamarla?  Potremmo, in modo sbrigativo e inaccurato, chiamarla vita?”. È il 1932, e Virginia Woolf condivide con il giovane scrittore John Lehmann, collaboratore della Hogarth Press, la consapevolezza e la frustrazione di uno iato che pare troppo difficile ricomporre (Lettera a un giovane poeta). Lo stesso interrogativo – e lo stesso senso di bruciante ma rassegnata delusione – anima il nuovo spettacolo di Massimiliano Civica, scritto da Armando...

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Autodiffamazione

testo di Peter Handke progetto di Lea Barletti, Werner Waas visto a Teatro i di Milano_ 22-27 febbraio 2017. SOCRATE: Quando diamo denominazioni con la parola che cosa facciamo? ERMOGENE: Non so cosa rispondere. SOCRATE: Non insegnamo qualcosa gli uni agli altri e distinguiamo le cose come stanno? ERMOGENE: Certo. SOCRATE: Il nome dunque è un mezzo per farci cogliere l’essenza come fa la spola con il tessuto? ERMOGENE: Sì. Sulla natura del linguaggio, e sul suo rapporto con la realtà delle cose si sofferma Platone nel Cratilo, attraversando il ruolo delle convenzioni sociali e dell’abitudine al dire. Sugli...

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Metti, un sabato mattina con Danio Manfredini

“Fare teatro non porta a ragionare troppo su se stessi, a mettersi eccessivamente in discussione?”. Dalila sta finendo il liceo artistico, ma ha già chiaro di voler fare l’attrice. Danio la ascolta, annuisce lentamente, e si concede un attimo prima di rispondere: sa di dover dare una riposta difficile. È sabato mattina, siamo all’auditorium Dialma Ruggero di La Spezia per la stagione teatrale di FuoriLuogo. Un manipolo di giovani spettatori occupa le prime file della platea, sul palco ci sono gli attori della compagnia di Danio Manfredini che ieri hanno presentato Cinema Cielo: oggi gli studenti hanno la possibilità...

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Socrate il Sopravvissuto / come le foglie

di Simone Derai e Patrizia Vercesi / Anagoor regia Simone Derai visto il 18 settembre 2016 al Teatro Astra di Vicenza in replica il 25 novembre 2016 presso il Teatro Politeama Rossetti di Trieste “L’educazione non è faccenda individuale ma, per sua natura, è cosa della comunità. Non vi è un altro caso in cui l’influenza della comunità sui suoi membri si faccia valere maggiormente”. Così si legge nelle prime pagine di Paideia, il cruciale libro pubblicato nel 1933 da Werner Jeager sulla formazione dell’uomo greco: il primo capitolo, significativamente, è titolato “Il posto dei greci nella storia dell’educazione...

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Jentu

progetto, regia e coreografia di Stefano Mazzotta / Zerogrammi
creato con Chiara Guglielmi

Cosa c’è di più donchisciottesco di fare danza, oggi, in Italia? Sognatori, impavidi, determinati come il cavaliere della Mancia, i fondatori di Zerogrammi sono riusciti a vincere contro i mulini a vento: in pochi anni la loro compagnia, nata nelle aule della Paolo Grassi, è diventata una realtà competitiva nel panorama della danza contemporanea europea. Nessuna sorpresa allora se proprio al Quijote guarda l’ultima creazione del gruppo: Jentu, al debutto al Pim Off (che è anche co-produttore), racconta la storia di chi non è disposto a stare rinchiuso tra le strette maglie del reale, a costo di affrontare sconfitte e fallimenti.

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L’inquilino

adattamento e regia di Claudio Autelli_ Lab121 visto al Teatro Litta di Milano_ 1-10 aprile 2016 Cosa accade nella mente umana quando la realtà sfuma e perde i contorni? Quando il dubbio intacca la nostra percezione delle cose? Claudio Autelli – attivo a Milano con la realtà di produzione e formazione LAB 121 – sembra da tempo interessato a quella sottile linea che separa interno ed esterno, il nebuloso e denso panorama interiore e la malferma certezza della quotidianità: dal più recente Insonne, al precedente Risveglio di Primavera (qui la recensione di Stratagemmi), il regista privilegia paesaggi scenici ombrosi...

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Blood for the Ghosts

Note in risposta a Camilla Tagliabue Venerdì 1 aprile, sulle pagine “Secondo tempo” de “Il Fatto Quotidiano” è apparso un lungo articolo di Camilla Tagliabue dal titolo Classici concentrati, il teatro messo a dieta. Una pagina intera dedicata al teatro su un quotidiano nazionale è sempre una buona notizia, specialmente se – come in questo caso – il ragionamento è di largo respiro e tenta di sottrarsi alle imperanti logiche della mera presentazione di eventi. Tagliabue si prende il tempo per riflettere sulle sorti dei classici sulla scena di oggi: argomento di grande interesse e solo raramente trattato in...

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Villa Dolorosa

di Rebecca Kricheldorf regia di Roberto Rustioni visto al Franco Parenti di Milano _8-24 marzo 2016 Cosa scopriremmo di noi e dei nostri cari se potessimo accostare in un montaggio sincopato il giorno del nostro compleanno di tre anni consecutivi? Ci troveremmo diversi o sempre uguali? E le persone che ci stanno accanto, sono sempre le stesse? Questa l’idea drammaturgica alla base di Villa Dolorosa: a firmare la piece è Rebecca Kricheldorf, quarantenne berlinese selezionata da Fabulamundi. Playwriting Europe progetto che si occupa di identificare giovani talenti della scrittura e a favorirne la circuitazione. L’idea viene articolata in stretto rapporto...

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Scusate se non siamo morti in mare

di Emanuele Aldrovandi
regia di Pablo Solari
visto al Teatro della Cooperativa di Milano _ 22-28 febbraio 2016

“Perché non dici mai una cosa intelligente?” / “Questa era intelligente.” / “Si, ma inopportuna. Se dici una cosa intelligente nel contesto sbagliato non è più una cosa intelligente, ma una cosa stupida.”
Sono spesso così – svelti, acuti, caustici – i dialoghi scritti da Emanuele Aldrovandi. Annoverato, a buon diritto, tra le più interessanti giovani penne del nostro panorama teatrale, Aldrovandi collabora stabilmente con la Compagnia MaMiMò; e in questo contesto è nato, nel 2015, Scusate se non siamo morti in mare, finalista al Premio Tondelli di quell’anno.

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A se stessi, ma soprattutto agli altri

Farsi luogo di Marco Martinelli Cue Press, pp. 47 Appunti sparsi. Riflessioni non consequenziali, e volutamente disorganiche. Tentativi di dar forma verbale ai principi che muovono il proprio agire, alle passioni che lo motivano, agli errori che lo intralciano. Mentre scorrevo le pagine di Farsi Luogo –  un volumetto da poco uscito per i vitalissimi tipi di Cue Press e firmato da Marco Martinelli – mi è balzato in mente un modello certo ingombrante ma non così alieno dall’orizzonte frammentario dello scritto: A se stesso (Ta eis eauton il titolo originale) di Marco Aurelio. L’opera è una affascinante anomalia,...

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Amore e anarchia

di Luigi Dadina e Laura Gambi regia di Luigi Dadina _ Teatro delle Albe visto al Teatro dell’Elfo di Milano _ 10- 20 dicembre 2015 testo edito da Titivillus, a cura di Cristina Valenti Non parla, lui. Quando lei lo incalza mugugna, sospira, solleva le sopracciglia. Non cede, lui. Proprio come faceva da piccolo, quando si nascondeva sotto il letto per ripicca. Inizia così Amore e Anarchia, con un irrestistibile scambio quotidiano tra coniugi, misurato, fresco, comico perché credibile. Potrebbero essere i vicini della porta accanto, quel signore dal volto corrucciato pronto a sciogliersi in un sorriso, e quella...

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Due donne che ballano

di Josep M. Benet i Jornet regia di Veronica Cruciani visto al Teatro Carcano di Milano _9-20 dicembre 2015 Torna per la seconda volta a Milano Josep M. Benet i Jornet, drammaturgo catalano pluriplemiato in patria ma quasi sconosciuto sui palchi italiani, con Due donne che ballano: un testo sussurrato, intimo, quasi da camera. Dopo la versione dello scorso anno, diretta da Francesco Brandi sul palco raccolto del Teatro dei Filodrammatici, questa volta ad ospitare il lavoro è il rinnovato Centro d’Arte Contemporanea del Teatro Carcano, che inaugura così la sua prima produzione. Una bella sfida, quella di far...

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