Autore: Redazione

La classe operaia va in paradiso

L’Istat apre il rapporto 2018 con una frase choc, che rispecchia la liquidità del nostro tempo: “La classe operaia ha abbandonato il ruolo di spinta all’equità sociale mentre la borghesia non è più alla guida del cambiamento e dell’evoluzione sociale”. Eppure qualche operaio in Italia esiste ancora: lo scorso febbraio un dipendente Fiat si è urinato addosso perché non ha ricevuto il permesso di lasciare la catena di montaggio; alte percentuali di lavoratori del grande smistamento di Amazon sono sotto psicofarmaci e, solo nel 2017, sono stati registrati 1029 incidenti mortali sul lavoro (fonte INAIL), la maggior parte dei...

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2007-2017. Perché Fattoria Vittadini ce l’ha fatta?

Nata da una classe della Paolo Grassi, Fattoria Vittadini in dieci anni è diventata il punto di riferimento per le giovani compagnie di danza. D’altronde non è raro che la scuola funzioni da collante e dia i natali a sodalizi umani e artistici. Anzi, in questi ultimi anni si può notare una sempre maggiore proliferazione incontrollata del fenomeno: i gruppi fioriscono, si accorpano, si disgregano, in una corsa a chi riesce a creare l’associazione più a misura per sé. Basta guardare all’immensità di IT Festival, che ai suoi albori nel 2013 si era significativamente chiamato Excess, per poi cercare...

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#provocazione

A partire da un nome iconico come ‘Fattoria Vittadini’, lo spettatore può aspettarsi molte cose. Scartata l’ipotesi di un riferimento a Orwell, il milanese più esperto si accorge dell’omaggio che questo vuole essere all’Accademia Paolo Grassi, che sorge sulle ceneri della latteria che si chiamava – appunto – Fattoria Vittadini. Avendo assistito a più eventi della rassegna It’s a little bit messy, mi è capitato spesso di riflettere su questo nome. Come in ogni fattoria che si rispetti, anche nella (ormai non tanto) giovane compagnia, ogni animale ha il suo spazio e la sua personalità. E dall’interazione di queste...

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Nuovo Eden

Un teatro ibrido quello che il collettivo Chronos3 propone con Nuovo Eden, cortocircuito spettacolare tra vita reale e finzione scenica, che dopo aver debuttato al Wonderland Festival di Brescia approda nella sua forma definitiva al Teatro Libero di Milano. Luogo-non luogo del racconto una piattaforma rotante (a braccia) rettangolare che occupa il centro della scena facendosi schermo, sipario, spazio della storia. Una struttura simile a quei wagons medievali che ospitavano attori e meraviglie del teatro di strada. Ad animarlo tre maschere per tre personaggi: Gulfird, indo-bresciano addetto alle pulizie in un grande centro commerciale nonché giocatore di cricket dalle...

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La moglie

Una scena spoglia e una figura femminile di spalle che aspetta di potersi raccontare. Tre sedie ricoperte da polverosi cellophane, che aspettano di essere sollevati, uno a uno, come la patina di mistero dalle storie che la donna condividerà con noi spettatori. Ma quanto può far male guardare in faccia la verità? È in questa direzione che va La Moglie, monologo che Cinzia Spanò porta sul palco dell’Elfo Puccini, a Milano, per il secondo anno. È il 1942 e la guerra ha privato l’Europa di umanità. Ma cosa sta accadendo nel frattempo negli Stati Uniti, nel deserto di Los...

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La scuola delle scimmie

Welcome to the jungle. Una giungla che tende all’entropia, al marasma, al caos. Una giungla di animali feroci, violenti, incomprensibili, dove anche gli esseri umani tornano bestiali – o forse non hanno mai smesso di esserlo. Ma appurata questa nostra animalità di fondo, il dubbio rimane: stiamo davvero evolvendo? Fin dal principio La scuola delle scimmie, nuovo lavoro firmato Bruno Fornasari, pone molte domande, dirette e indirette, a cominciare da quelle sull’evoluzione e le teorie darwiniane. Darwin aveva ragione? L’evoluzione crea davvero l’ordine dal caos? Di primo acchito si è tentati di rispondere positivamente. Ma come si spiega allora...

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#parola

Osservando gli spettacoli di Fattoria Vittadini, ci si accorge quanto spesso siano inclini a usare la parola, un mezzo efficace e non sempre valorizzato negli spettacoli di danza, che nei lavori della compagnia diventa invece fondamentale. Nella particolare forma spettacolare del gruppo l’espressività corporea veicola idee, immagini e sensazioni nella loro silenziosa evidenza e rende l’utilizzo del parlato un momento estremamente delicato e potente. A differenza che nel teatro di prosa, qui la parola determina un cambio nel codice di comunicazione con il pubblico: la voce arriva improvvisa, quasi aliena, appartenente a un altro mondo. Si sente, in un...

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#violenza

Una nota di fondo percorre le performance della rassegna “It’s a little bit messy”. Nel sistema relazionale che si instaura tra i personaggi degli spettacoli emerge puntualmente un agire violento, a tratti più esplicito e irruente – come si può riconoscere già dal primo impatto con Salvaje di Daniel Abreu –, a tratti invece più nascosto, tanto da insinuarsi in maniera sottile anche in un amore autentico come quello che vediamo in iLove. A partire dall’impatto con gli altri performer, la violenza si estende al rapporto con gli oggetti scenici stessi, che produce una forza generativa a livello anche...

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#polifonia

Polifonia è una molteplicità interna a un solo organismo. Tante voci diverse per un solo risultato. Fattoria Vittadini, per il suo essere un collettivo e per la sua specifica unione di singolarità e gruppo, è per sua stessa natura polifonica: più voci indipendenti compongono un’unica entità, sia nelle singole coreografie, sia nel progetto generale del gruppo. Questa caratteristica permette di scoprire in ogni spettacolo (diretto da coreografi sempre diversi) un nuovo, sorprendente, mobile orizzonte, come se la ricerca non si fermasse mai a una risposta, a un solo stile o a un riferimento preciso. Questo continuo cambiamento, segno di...

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#nudo

Nel teatro danza il corpo è lo strumento comunicativo per definizione. In che modo Fattoria Vittadini caratterizza questa forma espressiva? Nonostante l’eterogeneità delle rappresentazioni, la nudità risulta un elemento peculiare nelle loro performance. Come non rimanere colpiti dai danzatori che, in To this purpose only, si liberano dei costumi tricolori e in una suggestiva rappresentazione corale, con eleganza e purezza, si amalgamano dando vita a opere d’arte e paesaggi che rievocano le bellezze del nostro paese? Sebbene possa aver suscitato l’imbarazzo di spettatori neofiti, in questo caso la nudità ha assunto la rilevanza di in vero e proprio elemento narrativo...

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#pubblico

C’è un momento in Grip, quando Riccardo Olivier si insinua tra il pubblico cercando una concreta collaborazione per la riuscita dello spettacolo, in cui, nonostante si rimanga sprofondati in poltrona, si deve rinunciare a rilassarsi. La platea si divide allora tra chi guarda a questa partecipazione interattiva con eccitazione ed entusiasmo, e chi invece vorrebbe smaterializzarsi per evitare ogni confronto, rivendicando la tranquillità di una visione immune da qualsiasi tipo di coinvolgimento. Eppure, dopo l’incertezza iniziale, anche lo spettatore più intimidito può sentirsi a proprio agio: quella di Grip è una partecipazione morbida anche se coatta, si diventa parte attiva...

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#contaminazione

“All of these lines across my face/ tell you the story of who I am”                                                                                         –  B. Carlile, The Story “L’identità di cos’è fatta? Immagini, esperienza, niente? Esiste?”, sono queste le domande che mi rimbalza in un’intervista Noemi Bresciani, ribaltando i ruoli dell’interrogante e dell’interrogato. L’urgenza di queste stesse domande sembra costituire il motore di tutta la ricerca collettiva di Fattoria Vittadini: è dall’ardore di questi interrogativi, infatti, che nascono lavori duttili come Fragile, in cui la maglia di un disegno registico prestabilito si allarga ad accogliere una vasta varietà di proposte originali e di improvvisazioni. Si tratta...

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Snaporaz e Vittadini e il collettivo-autore

Chi sale su un palco propone al pubblico un patto. Chiunque organizzi uno spettacolo implicitamente promette: “spendi un’ora (o due) del tuo tempo a guardarmi, ad ascoltare quel che ti dico. Ne varrà la pena”. Ma ne vale davvero sempre la pena? Perché mai qualcuno dovrebbe dedicare il suo tempo a chi inscena uno spettacolo teatrale? È un interrogativo fondamentale, con cui ciascun teatrante dovrebbe confrontarsi. Lo è per Fulvio Vanacore, tra i fondatori del Collettivo Snaporaz, secondo cui ogni singolo atto teatrale richiede, innanzitutto, un’assunzione di responsabilità. È questo, spiega, il valore principale da attribuire allo statuto del...

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Calendario: didattica e incontri

Fase 1: Formazione e offerta didattica (febbraio/marzo 2018) Calendario incontri Lunedì 19 febbraio, Università degli Studi (Festa del Perdono), ore 10.30-12.30 “Una redazione a Tempo di Libri”_ M. Giovannelli, C. Lietti, C. Rovida, F. Serrazanetti (Stratagemmi_ Prospettive Teatrali). *T. Mercoledì 21 febbraio, Università degli Studi (Festa del Perdono), ore 10.30-12.30 “I supplementi culturali e la forma recensione”_ B. Pischedda – G. Santambrogio (Unimi). *F. Giovedì 22 febbraio, Università degli Studi (Festa del Perdono), ore 10.30-12.30 “Costruire un piano editoriale” _ a cura della redazione di “Stratagemmi”. *T. Venerdì 23 febbraio, c/o Sede AIE (Corso di Porta Romana 108), ore...

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Una redazione per Tempo di Libri

_Il progetto In occasione della seconda edizione di TEMPO DI LIBRI 2018, “Stratagemmi-Prospettive Teatrali” in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano dà vita a un progetto formativo-didattico rivolto agli studenti dell’Ateneo. Un percorso immersivo nella filiera redazionale che unirà prassi professionalizzante a specificità didattiche, grazie alle lezioni e agli incontri con i docenti e gli esperti della Statale. Obiettivo: formare una redazione di universitari! Saranno loro a raccontarci dall’8 al 12 marzo 2018 cosa accadrà alla Fiera di Milano. Articoli, interviste e i diversi tipi di storytelling saranno infatti pubblicati e distribuiti quotidianamente in un giornale cartaceo in...

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Tropicana

Tropicana è uno spettacolo Frigoproduzioni proposto al Wonderland Festival di Residenza IDRA (Brescia): speak the truth! (racconta la verità!) è lo slogan di questa edizione su cui si è basata la selezione delle performance. Il lavoro dei Frigoproduzioni muove e ancheggia sul calypso dell’omonima hit estiva anni Ottanta del Gruppo Italiano, ne esplora le dinamiche atomiche. Sul palco quattro attori: una manciata, come i componenti della band che fece ballare l’Italia; ognuno con la propria storia, ognuno con i propri sogni, proprio come noi. Stanno cercando di scrivere l’ormai celebre canzone che segnò il loro debutto, un pezzo che...

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Wonderland Critic: i vincitori

A seguire il programma di Wonderland Festival, oltre a molti spettatori, sono stati i critici del progetto Wonderland Critic: adolescenti, studenti di università e accademie, semplici spettatori che hanno seguito un percorso di accompagnamento alla visione e poi hanno scritto recensioni e commenti. Stratagemmi ha seguito, in sinergia con il team di Idra, lezioni e incontri. Qui pubblichiamo le recensioni dei vincitori: buona lettura! Per la categoria scuole: Recensione a Prima della bomba di Cesar Brie – Kiara Tognolini (Istituto Mantegna, Brescia)   Per la categoria Università/Accademie: Recensione a Tropicana di Frigoproduzioni – Matteo Gavotto (Libera Accademia di Belle Arti,...

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Prima della bomba

“Ho paura di morire” E chi non ce l’ha? Solo che non ci pensi, non ti sfiora l’idea che un giorno sarai faccia a faccia con l’oscura signora. Crediamo di essere immortali, così come crediamo in tante altre cose che ci fanno paura, che ci portano a odiare, a metterci gli uni contro gli altri. Siamo anestetizzati al dolore altrui, al fatto che quello ci passa accanto con abiti diversi possa pensare, fare, provare sentimenti. L’estraneo è privato di una personalità, è alieno ai nostri occhi. E va bene così, confiniamo la paura nello sconosciuto, e là la lasciamo...

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Das Kaffeehaus

In una Venezia di commerci e vizi, si intrecciano le storie corrotte del giovane Eugenio, incastrato nel gioco tanto da barattare la casta moglie Vittoria; Don Marzo, strozzino e rivenditore abusivo; Pandolfo proprietario della casa da gioco; Lisaura la prostituta del quartiere innamorata del Conte Leandro, ultimo arrivato in città e già noto nelle bische. Le vicende della Kaffeehaus di Ridolfo, invenzione goldoniana attualizzata da Fassbinder a fine anni Sessanta potrebbero essere cronaca odierna: una sfida a chi ha “il bottone più grosso” o la moglie più brava a letto… Cosa non convince La regista Veronica Cruciani con la...

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Umberto Albini e la traduzione di Aristofane per la scena

Giovedì 25 gennaio alle 18.00 presso la Libreria Antiquaria Pontremoli presenteremo Stratagemmi Trentasei, numero interamente dedicato a Umberto Albini e la traduzione di Aristofane. Una conversazione intorno alla traduzione, firmata dallo stesso Albini e finora inedita, di Donne in Assemblea, pubblicata nel nuovo numero di “Stratagemmi – Prospettive Teatrali”. Parteciperanno all’incontro: Adriana e Francesca Albini, Anna Beltrametti, Marco Duranti, Maddalena Giovannelli, Giampiero Solari, Martina Treu. Vi aspettiamo in Via Cesare Balbo 4 a partire dalle...

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