Autore: Redazione

La settimana di Stratagemmi

23-29 ottobre 2017_Milano 1. Uomini e no di Carmelo Rifici – Piccolo Teatro Studio Melato Un tram diviso in due, come una ferita, simboleggia sulla scena la Milano del 1944 durante l’occupazione nazifascista, metafora della lacerazione tra umanità e bestialità raccontata da Elio Vittorini nel suo Uomini e no. Ma il tram non è solo quello ‘simbolico’ e della scenografia di Paolo Di Benedetto, è anche il tram reale che accompagnerà, nel primo weekend di novembre nel corso di un’iniziativa a margine dello spettacolo, gli spettatori nei luoghi simbolo della città, dove si sono svolte le scene più drammatiche...

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Salvaje #passiatre

Daniela Di Carlo_ redattrice di A critic mess! Noemi Bresciani _ danzatrice in Salvaje Chiara Ameglio _ danzatrice in Salvaje Mattia Agatiello _ danzatore di Fattoria Vittadini DANIELA. Stasera abbiamo assistito a una prima assoluta firmata da un coreografo di fama internazionale. Come avete conosciuto Daniel Abreu? MATTIA. Abbiamo lanciato una “call for coreographer”, un bando rivolto a tutti i coreografi del mondo, in cui mettevamo in palio 15.000€ per la realizzazione di uno spettacolo per la nostra compagnia. Abbiamo ricevuto settantadue candidature e fra queste ne abbiamo individuate cinque particolarmente interessanti. A scegliere Daniel Abreu è stato un comitato selezionato...

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Tre domande a Navid Navab

Navid Navab non può passare inosservato: indossa una casacca di stoffa leggera a fantasia etnica, ha uno stravagante ciuffo di capelli ricci, come la cresta di un pappagallo esotico, occhi neri penetranti e il sorriso sempre pronto. “Potrei farle qualche domanda sul suo lavoro?” “Certo, sediamoci a terra a gambe incrociate e chiacchieriamo!” Perché hai scelto la danza? Che ruolo ha nella tua ricerca artistica? Ciò che mi interessa non è propriamente la danza, quanto il movimento in generale. Lavoro sul gesto, ci gioco, lo declino in nuovi orizzonti di possibilità. Se realizzato in modo fantasioso, il gesto può...

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Estasi

Che cosa ti ha colpito maggiormente dello spettacolo? L’armonia. Ho trovato che vi fosse un perfetto equilibrio, sia nelle scelte musicali sia in quelle coreografiche. Il momento che ho preferito è stato quando i due danzatori vengono spogliati dagli altri componenti del gruppo, e poi trascinati per tutto il palco mentre coi loro corpi venivano ricreate delle pose plastiche. Mi ha trasmesso dolcezza. Erminia, 30 anni, insegnante di educazione fisica A dir la verità ho trovato lo spettacolo piuttosto superficiale, colmo di citazionismo banale, con i temi del desiderio, della passione, del sesso appena accennati. Mi è parso tutto...

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Major Motion Picture

Cosa rappresentava il mostro formato dai corpi dei danzatori? Rispecchia i giorni d’oggi, ma forse anche la parte oscura che ognuno di noi ha dentro, l’inconscio e le nostre pulsioni. Alessandra, 21 anni, danzatrice Sembrava ‘il sistema’, ovvero qualcosa che ti obbliga a comportarti in un certo modo, ma che in fondo è formato proprio dagli uomini stessi e può essere combattuto dall’interno. Fausto, 22 anni, attore Le paure di ognuno di noi. Perché era mostruoso, senza testa, indefinito e poteva racchiudere l’ignoto che ci fa paura. Daniela, 49 anni, commercialista Chi erano gli uomini colorati rispetto a quelli...

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MY.TRUE.SELF.revisited

Che cosa ti ha comunicato lo spettacolo? Spesso in scena ho scorto delle solitudini, il bisogno e la ricerca dell’altro. Ne nascevano giochi di coppia intriganti, come quello del duo nascosto dietro la stessa parrucca: l’immagine di come in una relazione, qualche volta, si finisca per stritolarsi a vicenda. Che cosa ti è piaciuto di più? L’ironia alla base della drammaturgia. Mariasofia, 27 anni, attrice Che impressione ti ha fatto entrare in sala e trovare i danzatori già in scena? Mi è piaciuto perché mi sono sentita subito dentro lo spettacolo. Un aggettivo per descrivere la performance? Forte. Lo...

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Me So You So Me

Che cosa racconta, secondo te, lo spettacolo? Una storia d’amore tra due individui bizzarri, che si sviluppa tra alti e bassi: gli stessi che caratterizzano qualsiasi relazione. Barbara, 19 anni, danzatrice A volte ci sono spettacoli che cercano di essere molto mimetici, ma a cui inizi a credere solo dopo molto tempo. In questo caso, in cinquanta minuti di spettacolo, due creature fuori dall’umano riescono a farti vivere la più vera delle storie d’amore, la sublimazione di un sentimento. Riccardo, 35 anni, scenografo Quali differenze hai notato tra i due protagonisti? Nessuna: erano entrambi vittima e carnefice, come accade...

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Bastard Sunday

Quale sensazione hai provato durante lo spettacolo? E quali elementi ti hanno colpito maggiormente? Sono un neofita della danza contemporanea e devo dire che lo spettacolo mi è piaciuto molto: a parte la straordinaria bravura di Paola Lattanzi, ho provato un forte senso di violenza, di ribellione; sottolineato, in apertura, dall’audio di un’intervista a Pino Pelosi, colui che è considerato l’assassino di Pasolini. Fulvio, 65 anni, pensionato Ho avuto la sensazione di stare quasi senza respiro, tutto il tempo. L’interpretazione di Paola è eccezionale, esprimeva una fortissima tensione. Ho respirato solo quando lo spettacolo è finito, ho avuto un...

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A lezione con Stefano Tomassini su Enzo Cosimi

La sede di via Noto dell’Università degli Studi di Milano accoglie ancora una volta in queste settimane di festival il pubblico di MilanOltre per una lezione sul coreografo romano Enzo Cosimi. In cattedra Stefano Tomassini che, fin da subito, confessa la sua parzialità e passione per Cosimi e le sue opere: “Estasi è lo spettacolo più bello del 2016, anzi forse degli ultimi anni. Dovete assolutamente vederlo!”. Lo spettacolo in questione fa parte di una serie di lavori di ispirazione apocalittica; in particolare Cosimi dichiara che Estasi è uno spettacolo sul desiderio, mentre per Tomassini è molto di più:...

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Tre domande a Enzo Cosimi

Alcuni dei lavori che presenti quest’anno a MilanOltre (La Bellezza ti stupirà e Corpus Hominis) fanno parte della trilogia “Ode alla bellezza”: com’è nato questo progetto e in che direzione è andata la tua ricerca? È un progetto sulla marginalità.  Si tratta di un lavoro molto lungo e complesso, che è iniziato con una fase soprattutto documentaria. Ad esempio per La Bellezza ti stupirà sono andato a intervistare dei clochard a Roma, Bologna e Cagliari: ho raccolto le loro testimonianze, che poi sono diventate parte del progetto. Inizialmente non sapevo dove collocare bene questo materiale, avevo solo un’idea generale:...

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Gesture Bending

Secondo Navid Navab Letteralmente: “flessione del gesto”. È il processo con il quale l’artista modula i gesti e i movimenti per creare nuovi ‘universi di possibilità’ per il corpo. Nel momento in cui un movimento si allontana dagli schemi predefiniti in cui viene di norma inquadrato, può diventare materia con cui lavorare e comunicare liberamente, la sabbia con cui costruire il castello che più risponde alle nostre aspettative. È qui che ha inizio il play: il gioco, ma anche lo spettacolo, la performance. A cura di Chiara Carbone Questo contenuto è parte dell’osservatorio critico...

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Grip #passiatre

Miriam Gaudio _ redattrice di A critic mess! Riccardo Olivier _ coreografo e danzatore di Grip Alex McCabe _ coreografo e danzatore di Grip MIRIAM. Come è nato il progetto? Come l’avete costruito? RICCARDO. Grip inizia con la volontà mia e di Alex di fare un lavoro insieme su noi stessi, in particolare sulla nostra differenza come persone. La cosa più evidente e significativa è che lui ha un ritmo lento e talvolta incantato, mentre io ho una voracità nei confronti del presente, una fretta incredibile. È da qui che viene l’idea del titolo. Nel gruppo di lavoro abbiamo coinvolto...

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Bastard Sunday – Compagnia Enzo Cosimi

Un corpo steso a terra: non ha un contorno netto, le luci intorno lo rendono sfuocato, tanto che sembra sciogliersi sul palco, annullarsi. Lo si distingue solo per il respiro, così intenso che ci pare di sentirlo. Il petto si alza e si abbassa, le costole sporgono, i muscoli si tendono. Pochi minuti fa, quelle membra sono state spinte a terra in una toccante sequenza di lotta: quel corpo combatteva, solo, contro un mondo ostile, tornando ostinatamente in piedi nonostante le cadute violentissime e i continui, estenuanti, tentativi di rialzarsi. Ora quel corpo è lì, pare morto, la sua...

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Cesare Benedetti #coreograficheidentità

Nome e cognome Cesare Benedetti. Cosa ti rende indispensabile per Fattoria Vittadini? Le mie capacità amministrative e l’abilità nell’utilizzo di Excel. Chi è il tuo maestro? A differenza di altri artisti non ho un unico maestro. L’influenza più significativa è stata quella di Yasmeen Godder, il cui linguaggio ha ispirato un senso estetico comune fra gli artisti di Fattoria Vittadini. Quale lavoro di Fattoria Vittadini ti rappresenta di più? iLove, perché è autobiografico. Cosa fai prima di salire sul palco? Ogni tanto dormo, chiudo gli occhi per liberare la mente. Poi faccio stretching e ripercorro la coreografia a memoria. Cosa...

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A lezione con Anne Thériault

Poco prima che la masterclass di Anne Thériault abbia inizio, la sala prove di Dancehaus è avvolta in un silenzio irreale: sarà per il torpore domenicale o più semplicemente per la  timidezza dei partecipanti? La coreografa canadese si presenta e, fin dal riscaldamento, lascia intuire i due concetti-chiave della sua lezione: suono ed energia.  I danzatori, disposti in cerchio, vengono invitati a creare un suggestivo concerto: una sinfonia di corpi fatta dei sospiri di inspirazione e espirazione, del tamburellio delle dita sul capo e l’incessante battere di mani su petto e fianchi. Subito dopo Thériault accende la musica ed...

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A lezione con Francesca Pedroni

Quando i danzatori di Fattoria Vittadini entrano nell’aula dell’Università degli Studi di Milano, accompagnati dalla coreografa di MY.TRUE.SELF.revisited, Maya Weinberg, la lezione di Francesca Pedroni, giornalista e critica di danza, si trasforma in una sorta di piccola intervista. Gli ‘otto Vittadini’ si siedono sui banchi in prima fila e si presentano, spiegando subito da dove proviene il nome del collettivo: “L’edificio dell’attuale Scuola Civica Paolo Grassi – spiega Maura di Vietri – prima era una centrale del latte e dello yogurt, che si chiamava per l’appunto Fattoria Vittadini. È stato difficile associare questo nome a una compagnia di danza,...

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To this purpose only #passiatre

Elisabetta Cantone_ redattrice di A critic mess! Matan Zamir_ coreografo di To this purpose only Cesare Benedetti_ danzatore di To this purpose only ELISABETTA. Abbiamo assistito a uno spettacolo ricco e intenso, capace di stimolare diverse riflessioni. Qual è stata la genesi del percorso artistico che ha portato a questo prodotto? CESARE. Noi di Fattoria Vittadini abbiamo incontrato i Matanicola – i due coreografi che hanno realizzato questo lavoro – per la prima volta a Berlino, nell’occasione del workshop “A Learning Process”, al quale alcuni di noi avevano preso parte. MATAN. A proposito, come eravate venuti a conoscenza del laboratorio? C. Ci...

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Practices of Everyday Life | Cooking

Quali sono le vostre impressioni a caldo sulla performance di questa sera? È stata sicuramente una performance originale, molto coraggiosa. Però, a volte, il contrasto di stili era esagerato: si passava da un momento parodico a uno serio senza soluzione di continuità. Fulvio, 66 anni, pensionato Lo spettacolo è riuscito per l’obiettivo che si è posto, ossia la relazione tra gesto e suono. È il suono che deriva dal gesto, ma poi diventa il gesto a derivare dal suono. Devo ammettere però che, in alcuni punti, l’ho trovato faticoso e non per i tratti trash. Emilio, 21 anni, danzatore...

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E il pubblico chi lo fa?

Due giorni di lavoro a Bologna e Milano per raccogliere e mettere in rete pratiche, strumenti e progetti di audience development inteso come formazione del pubblico, in vista di un’inchiesta su scala nazionale, a partire da Emilia-Romagna e Lombardia, attorno all’educazione dello sguardo. I due momenti di incontro sono aperti al pubblico e invitano teatri, compagnie e artisti di queste regioni a intervenire presentando i loro progetti. Le giornate incrociano le esperienze pluriennali di tre redazioni: Altre Velocità e il progetto Crescere spettatori, sostenuto dal MiBACT nel triennio 15/17; ateatro e i percorsi di Passioni e saperi. Buone pratiche,...

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Francesca Penzo #coreograficheidentità

Nome e cognome Francesca Penzo. Cosa ti rende indispensabile per Fattoria Vittadini? Il mio cuore. Chi è il tuo maestro? Credo innanzitutto che il maestro sia dentro di te, e non lo dico perché penso in modo superbo di essere un maestro, ma perché l’esperienza artistica, alla fine dei conti, è solo tua. Se devo cercarlo al di fuori di me, direi  sicuramente Enzo Cosimi. Ho avuto la possibilità di lavorare con lui in una tournèe di quattro anni, un’esperienza che mi ha dato moltissimo. Credo che sia un genio, quindi poter essere parte di un lavoro così lungo insieme...

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