Autore: Redazione

Questa sera si recita a soggetto

Pirandello è Pirandello. E se la potenza di un testo come Questa sera si recita soggetto è ancora viva dopo quasi novant’anni, lo si deve alla straordinaria visionarietà dell’autore siciliano, che riuscì a distillare in drammaturgia una piccola enciclopedia di tutto ciò che il teatro è e può essere. La vicenda del dispotico regista Hinkfuss e della messa in scena della commedia basata sulla novella di Pirandello Leonora, addio! riassume ed esaurisce quasi tutte le dinamiche che ancora oggi agitano i palcoscenici: contrasti artistici tra attori e regista, grande narrazione o tensione verso nuove modalità espressive, relazioni personali, slittamenti...

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La settimana di Stratagemmi

1. Revolution Now! di Gob Squad al Crt Teatro dell’Arte ( in collaborazione con Zona K)
2. Il giardino dei ciliegi di Lev Dodin al Piccolo Teatro Strehler
3. L’Operazione di Rosario Lisma al Teatro Franco Parenti

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Vanitas #passiatre

Silvia Baldo_ redattrice di A critic mess! Francesca Penzo_ danzatrice e coreografa di Vanitas Jaques-André Dupont_ danzatore di Vanitas e artista new media SILVIA. Cosa vi ha portati sul tema della morte? JAQUES-ANDRÉ. L’idea è partita da un dialogo tra me e Francesca. Volevamo lavorare insieme e, in quel momento, eravamo entrambi vicini al tema per via di letture ed esperienze personali. Alcuni miei amici di famiglia erano malati di cancro in quel periodo, e avevo l’impressione che stessero facendo di tutto per lottare contro la morte piuttosto che confrontarsi realmente con la possibilità di morire. Quando poi se...

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Vilma Trevisan #coreograficheidentità

Nome e cognome Vilma Trevisan Cosa ti rende indispensabile per Fattoria Vittadini? Esserci. Ognuno di noi è indispensabile. Chi è il tuo maestro? Non ti so rispondere. Quale lavoro di Fattoria Vittadini ti rappresenta di più? Ogni spettacolo è un mondo a sé. In My True Self è esplicito un percorso personale, ma in ogni spettacolo c’è del mio. Cosa fai prima di salire sul palco? A seconda dello spettacolo ho le mie scaramanzie. Per Salvaje, per esempio, ho una canzone che ascolto tutte le volte, già da quando abbiamo iniziato le prove. Cosa c’è in casa tua che...

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La settimana di Stratagemmi

1. La nostra violenza e la vostra violenza di Oliver Frljić a Zona K
2. Sylphidarium, Maria Taglioni on the ground di CollettivO CineticO al Crt Teatro dell’Arte
Trattato di economia di Roberto Castello e Andrea Cosentino al Teatro Elfo Puccini

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Palmina, amara terra mia

Le grandi figure dell’immaginario mitologico, Antigone, ad esempio, oppure Medea o Edipo, subiscono nel tempo un processo che Gianni Celati chiamò nel 1977 della ‘disambientazione’: queste figure cioè si spostano, con un effetto di straniamento, dalla loro origine all’attualità, e ogni volta riescono a esprimere le questioni del presente e a raccontare scenari contemporanei, specie di violenza, guerra, paura, con un’efficacia simbolica dirompente e mai sopita. La vicenda di Palmina Martinelli, la quattordicenne bruciata viva l’11 novembre del 1981 a Fasano, in provincia di Brindisi, è stata sottoposta dal lavoro della Compagnia Teatro Prisma di Bari a un opportuno...

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Y Generation Festival

Dove – Trento Trento capoluogo ma ‘periferia’, città che nella sua conformazione geografica trova protezione e identità, ma che resta anche tagliata fuori – più o meno volontariamente – da ciò che agita i palcoscenici nel resto d’Italia. Una realtà teatralmente circondata dalla prosa dello Stabile di Bolzano a nord, e dal pluriennale e celeberrimo festival di danza Oriente Occidente di Rovereto 30 km più a sud. Trento non ancora in grado di capitalizzare del tutto le energie scaturite dai festival nati – quelli sì – dalla vera provincia di montagna: Pergine Spettacolo Aperto in Valsugana e Drodesera presso...

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La settimana di Stratagemmi

1. Pinocchio di Antonio Latella al Piccolo Teatro Strehler
2. Il desiderio segreto dei fossili di Maniaci d’Amore nell’ambito di Stanze, presso il Museo di Storia Naturale
3. Ombretta Calco di Sergio Pierattini al Teatro Elfo Puccini

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Io sono il bianco del nero – Susanna Beltrami

Sulla scena di Dancehaus i danzatori sono pedine viventi: giocano una partita a scacchi in cui si incontrano e si scontrano, si cercano e si respingono attraverso rapporti esasperati, sempre sul filo dell’isteria e dell’angoscia. Le caselle, gli abiti e gli oggetti di scena ora accostano bianco e nero in un contrasto irriducibile, ora li mescolano nel tentativo di trovare un’armonia tra gli opposti. Io sono il bianco del nero vive infatti di una continua alternanza di luci e ombre, scandita da voci registrate (in inglese, francese, tedesco): una Babele linguistica che rafforza l’idea della fusione cromatica come con-fusione....

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Terre Promesse – Metropolis

Il nome “Metropolis” richiama alla mente quegli enormi grattacieli e quelle gremite sopraelevate immaginate da Lang nel 1927. E con esse ci si ricorda dei cittadini di Metropolis, tanto ricchi quanto disoccupati, e delle sue fondamenta, abitate da orde di quelli che solo un tempo sono stati uomini, trasformati in sub-umani, in schiavi per mantenere in vita la città. Enormi fabbriche, macchinari spropositati, scienziati folli, esperimenti d’ogni genere, robot che imitano la vita. Il nuovo millennio creato da Fritz Lang non sembra essere poi tanto diverso dalla realtà in cui viviamo. Gli uomini-schiavi nella nostra contemporaneità sono incarnati dai...

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Freak o monstrum? Il “diverso” da Filottete a Lynch

Il teatro è ancora luogo di catarsi. Questo sembra raccontarci la XII edizione di Laboratorio Olimpico, tenutasi a Vicenza venerdì 20 e sabato 21 ottobre, curata da Roberto Cuppone, professore dell’Università di Genova oltre che autore, attore e regista teatrale, e da Cesare Galla, critico e giornalista, in collaborazione con Oliviero Ponte di Pino e Rete Critica. Il tema di quest’anno è quello della diversità, un argomento complesso ed eterogeneo, che accoglie in sé la diversità fisica, quella economica, sociale, culturale, la diversità di genere e della psiche e che può essere affrontato da innumerevoli punti di vista, anche...

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Tre domande a Susanna Beltrami

Mentre quasi tutti gli altri spettacoli di MilanOltre sono stati portati in scena al Teatro Elfo Puccini, Io sono il bianco del nero ha come cornice Dancehaus. Perché questa scelta? Credo sia importante che lo spettatore veda la danza da molto vicino, perché ci sono elementi, a livello fisico, tecnico e interpretativo, che è difficile cogliere guardando un palcoscenico. Il pubblico ha in questo modo la possibilità di intraprendere un vero e proprio percorso, di immergersi dentro un racconto realizzato dai danzatori e dal coreografo. Dancehaus è per me uno spazio di lavoro, uno spazio pieno di umanità, e...

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Io sono il bianco del nero

Quale momento ti è rimasto più impresso? Il finale, quando siamo tornati nella prima sala e ci ha accolto una luce inaspettata, rossa, resa ancor più suggestiva dalle piccole candele sparse su sedie e tavoli. Un’atmosfera intima e sacra. La prima parola che ti viene in mente sullo spettacolo? Vulnerabilità. Che sensazione ti ha lasciato? Per tutto il tempo mi sono sentita investita dalla bellezza di quello che stavo vedendo. Viola,33 anni, illustratrice La scena che più ti ha colpito? La partita a scacchi. Specialmente il momento in cui i due giocatori, il bianco e il nero, davano le...

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Sciamano

Secondo Susanna Beltrami L’artista, nella danza, è come lo sciamano. È colui che riesce ad afferrare le cose più profonde, inspiegabili, misteriose, e a tradurle in azione, in immagini, portando alla luce tutti i segni della nostra esistenza, interpretandoli e donandoli al pubblico. In questo processo c’è anche un po’ di lavoro di appropriazione e di arricchimento del proprio io, ma l’idea principale è quella del dono, del lasciare un segno che sia anche un segno di cura. Trovo che il binomio arte-bellezza sia, in fondo, una delle cure più importanti del mondo. A cura di Sara Monfrini Questo...

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My True Self.revisited #passiatre

Lidia Melegoni_redattrice di A critic mess! Annalisa Limardi_spettatrice di My True Self.revisited e danzatrice allieva della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi Maya Weinberg_coreografa di My True Self.revisited LIDIA. So che My True Self è stato il primo spettacolo di Fattoria Vittadini. Ora, a distanza di anni ci viene riproposto in versione “revisited”. Come è nato e cosa è cambiato rispetto ad allora? MAYA. La prima volta ero stata invitata dalla compagnia per lavorare su una coreografia non mia, è così che ci siamo incontrati. Come coreografa ho una mia estetica, ma per questo spettacolo sono partita da esercizi di...

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Corpus Hominis – Compagnia Enzo Cosimi

Il pubblico è in piedi e, come una folla di guardoni, circonda la scena dove si muovono i corpi nudi di Matteo Sedda e Lino Bordin. I due perfomer si illuminano a vicenda con la torcia di un cellulare, come due esploratori che indaghino la dimensione erotica e problematica di un rapporto omosessuale. Quella tra i due, si capisce minuto dopo minuto, è infatti una relazione di prevaricazione, eppure è raccontata con inaspettata grazia: uno scontro intimo fatto di gesti misurati, senza urla o azioni impulsive, una violenza e una sofferenza sublimate, che rimandano, nella loro sfigurata compostezza, alle...

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La bellezza ti stupirà – Compagnia Enzo Cosimi

Compare, rimbalzando, una massa di capelli nerissimi e ricci. Una donna di colore cammina lungo un corridoio delimitato da sedie, una strettoia illuminata che – nello spazio NonostanteMarras, dove ci troviamo – non può che far pensare a una passerella di moda. Una sfilata invertita di segno, però. La donna non indossa infatti capi di alta moda, tutt’altro: insieme a leggins da quattro soldi porta una scialba maglietta mimetica; ci appare come una donna di strada che cammina, un po’ impedita dalla massa corporea ingombrante, su comunissimi stivali neri col tacco. È un attimo e il pregiudizio si fa...

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La Settimana di Stratagemmi

30 ottobre-5 novembre 2017 _ Milano 1. R.OSA, 10 esercizi per nuovi virtuosismi di Silvia Gribaudi al Teatro Leonardo Torna a distanza di un anno (si era vista un’anteprima a Danae festival 2016) la performance di danza ideata da Silvia Gribaudi con protagonista Claudia Marsicano. R.OSA: perché la rosa è tradizionalmente simbolo della donna-madonna e della bellezza, ma rosa è anche colore inscindibilmente, “fastidiosamente associato alla femminilità”. In R.OSA, la ricerca sull’espressione del corpo femminile, che da sempre interessa la coreografa e regista torinese, segna un netto rifiuto nei confronti di una tradizione che vuole le donne bizzose o...

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Corpus Hominis

Uno spettacolo coraggioso; ho apprezzato molto che ci fossero delle vere interviste e dei video che mostrassero il mondo omosessuale per quello che è.  È uno spettacolo che non si limita a essere arte perché l’aspetto di denuncia sociale è molto forte ed evidente. Massimo, 43 anni, designer Quello dell’omosessualità non è un tema facile da affrontare; ho trovato lo spettacolo molto sincero e concreto. Grandiose le immagini dell’inizio, ho apprezzato molto l’illuminazione che distorceva molto la percezione dei corpi nello spazio. Sara, 27 anni, dottoranda La presenza fisica dei due danzatori era straordinaria; c’era un’inquietudine notevole nel loro...

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Practices of Everyday Life| Cooking – Navid Navab

Lento, in concentrato raccoglimento, con piglio d’atleta che si appresti al lancio per il record, il cuoco si avvia alla propria postazione e afferra un coltellaccio. Dopo una lunga sospensione in posa da discobolo, prende ad incidere un tenero filetto di carne, con un movimento cadenzato, che   progressivamente diviene più rapido e violento. A fare da background acustico all’intera scena è il rumore di un aereo appena decollato: un frastuono che cresce anch’esso di intensità con l’infittirsi dei movimenti del performer. Il “concerto, orchestrato intorno a ingredienti sonori” annunciato dalla locandina di Practices of Everyday Life| Cooking si scopre...

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