L’Austria è un paese senza mare. In compenso è ricco di catene montuose. Le montagne hanno servito per tanto tempo l’economia austriaca, fornendo risorse minerarie e energetiche, favorendo la crescita industriale e, concretamente, la costruzione di molte fabbriche. La decrescita industriale degli ultimi cinquant’anni, a vantaggio del terziario e di altri settori economici, ha caratterizzato l’Austria come gran parte d’Europa. Se in molti paesi europei la riqualificazione di alcuni siti industriali in un processo di sviluppo urbano e di gentrificazione ha caratterizzato l’inizio degli anni 2000 e prosegue tutt’ora, non sempre in Austria un vecchio quartiere industriale a ridosso della città viene convertito in palazzi di lusso o torri di banche e assicurazioni. A volte una vecchia industria diventa un teatro. Dove il mare si può almeno sognare.

Se nel focus sulla drammaturgia catalana avevamo scelto la Sala Beckett come simbolo di una piccola rivoluzione per la scrittura teatrale, nella nostra nuova ricognizione oltralpe, ci concentreremo sul WERK X di Vienna, laboratorio culturale – attentissimo alle nuove realtà artistiche performative e drammaturgiche – sorto nel 2014 dalle ceneri di un’industria di cavi, nel quartiere periferico di Meidling. Dal suo arrivo, nel giro di pochi anni, WERK X è diventato il vero e proprio fulcro della vita culturale viennese e proprio qui, a partire dal 2017, ha trovato una casa e nuovi impulsi il Wiener Wortstätten: fondato nel 2005 dal regista Hans Escher e dal drammaturgo Bernhard Studlar (ancora direttore assieme a Martina Knoll). Wiener Wortstätten è un laboratorio di ricerca creativo per la scena indipendente, incentrato sulla drammaturgia contemporanea nazionale e internazionale e su temi di rilevanza sociale. La sua attenzione per la sperimentazione e la ricerca formale ha permesso ad autori giovanissimi di emergere, presentando e producendo i propri lavori tramite una serie di scambi e azioni virtuosi. Sarà a questi e ad altri autori austriaci che ci dedicheremo nelle prossime settimane: da Maxi Obexer a Miroslava Svolikova, da Thomas Köck a (naturalmente) Bernhard Studlar, cui dedicheremo un “focus nel focus”.

L’intento di Calapranzi rimarrà immutato: aprire nuove varchi alla cultura drammaturgica, così diffusa oltre i nostri confini, ed esplorare nuovi modi per interrogare il mondo attraverso il teatro.


A cura di: Riccardo Corcione
Editing e revisione: Corrado Rovida
Autori degli articoli: Riccardo Corcione, Francesca Di Fazio, Tolja Djokovic, Fabiola Fidanza, Jacopo Giacomoni, Gianmarco Marabini, Carlotta Pansa


Fabbriche di drammaturgia: nuove voci dall’Austria

Trilogia della meraviglia | Bernhard Studlar

Aiuto illegale | Maxi Obexer

A. è un’altra | Bernhard Studlar e Andreas Sauter

Oltre Fukuyama | Thomas Köck

Notte senza stelle | Bernhard Studlar