Illecite//Visioni, rassegna di teatro omosessuale promossa dal Teatro Filodrammatici di Milano e diretta da Mario Cervio Gualersi, ha inaugurato lo scorso 12 ottobre con lo spettacolo Lei e Lei, di e con Giampiero Cicciò. Il festival, giunto alla sua quinta edizione, è ormai un appuntamento fisso di inizio stagione per chi vuole avere una breve ma intensa immersione nella produzione teatrale LGBTQIA.
Nella città capoluogo della regione che promuove il Family Day e istituisce il telefono “anti-gender”, rinnovare anno dopo anno l’iniziativa non è un risultato scontato.
Prima dello spettacolo, il pubblico è stato accolto da Checcoro, il primo coro LGBT di Milano: un repertorio di cover, interpretate da più di venti coristi, che si concludere con un inedito “Di Natale la Vigilia”, sul tema del coming out. A seguire, sullo stesso palco, comincia lo spettacolo.

In scena solo tre panchine bianche. Stella, dall’alto dei suoi tacchi vertiginosi, passeggia sicura immaginando di trovarsi davanti a un pubblico che l’acclama e l’ascolta: così passa il tempo tra un cliente e l’altro. Lei, ex drag singer – interpretata da Giampiero Cicciò che cura anche la regia dello spettacolo – si ritrova a battere nella fredda piazza di Messina anche la notte di Natale. Ma presto viene raggiunta da una giovane collega romana, interpretata da Ilenia D’Avenia. Ex tossica e alcolista, la ragazza è costretta a trasferirsi in Sicilia dopo aver abortito il figlio di Carmelo, il suo magnaccia. Una carriera da attrice mandata in fumo per un amore sbagliato. La trans e la ex attrice, diventano nemiche/amiche di marciapiede, unite da una sorte comune: pian piano svelano i loro vissuti, si scambiano consigli, si confidano incertezze e debolezze per trasmettersi l’un l’altra la forza di continuare a vivere.
La storia prosegue senza particolari colpi di scena, o meglio avanza senza una direzione precisa: i ritmi si sgranano, la tensione è intermittente, e la regia rischia di non armonizzare a sufficienza le capacità interpretative degli attori. Se Cicciò regge il gioco e alleggerisce la narrazione interpretando, con partecipazione quasi commovente, i panni di Stella, D’Avenia in più punti porta il suo personaggio su toni troppo caricaturali. Non mancano battute esilaranti, ma sono sporadiche e cadono nel vuoto. Sospesa tra commedia e melò, la drammaturgia rischia di non restituire la complessità dell’importante questione trattata, e di limitarsi a una narrazione un po’ consolatoria.

Raccontare i margini e le alterità, del resto, non è una sfida semplice. Ma è quello che prova a fare, pur negli alterni risultati, il festival Illecite//Visioni. Gli spettacoli in cartellone hanno lasciato spazio, come sempre, a percorsi sull’identità (Le scoperte geografiche di Marco Morana per la regia di Virginia Franchi), al racconto di biografie eterodosse come quella dell’eccentrico Christopher Isherwood (Il mondo di C.I. di e con Lorenzo Fontana), o ancora al problema del maschilismo radicato nei luoghi del potere (Giovanna D’Arco-La Rivolta, dal testo di Carolyn Gage, con Valentina Valsania per la regia di Luchino Giordana e Ester Tatangelo)Un modo per continuare a pensare il teatro – a maggior ragione oggi –  come un luogo extra-ordinario.

Giulia Alonzo

Lei e Lei
testo e regia di Giampiero Cicciò
con Giampiero Cicciò e Ilenia D’Avenia
visto al Teatro Filodrammatici di Milano
nell’ambito di Illecite//Visioni_ 12 ottobre 2016