20-26 gennaio 2020_Milano

1. Curon/Graun di OHT a Triennale Teatro

Val Venosta, 1950, il piccolo paese di Curon/Graun viene evacuato e distrutto per lasciare spazio a un lago artificiale. A ricordare per sempre questo abbandono il celebre campanile medievale di Curon che, ancora in piedi, emerge per metà dal lago. È un’immagine poetica e potente, quella attorno a cui ruota la prima esperienza di teatro musicale di OHT (Office for a Human Theatre, qui potete leggere la nostra recensione pubblicata in occasione del debutto). Nessun attore in scena solo la musica di Arvo Pärt, il “tintinnabuli”, che si ispira proprio il suono delle campane, interpretata dal vivo dall’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Ed è proprio attraverso ritmo lento che accompagna la successione delle immagini e grazie all’assenza di esseri umani sulla scena che matura una profonda riflessione sul ruolo paesaggio come custode di memoria e simbolo di resilienza.

#sguardisulpresente #musicadalvivo #performance

2. Barzellette di Ascanio Celestini al Teatro Carcano

Quello tra Ascanio Celestini e l’oralità è un rapporto di lungo corso:  un’esplorazione costante della “lingua parlata”, delle sue forme di narrazione,  di ciò che rappresenta nella nostra società.  Perché nonostante la sua caducità, il suo sgusciarci tra i denti, la parola è per l’affabulatore romano qualcosa a cui avvicinarsi con la curiosità e il divertimento, ponderatissimo, dello studioso. Nuovo capitolo di questa indagine sono allora le Barzellette, rigorosamente da dire in serie, perché, come le persone, prese singolarmente rivelano poco, ma collettivamente diventano un indicatore interessante sul nostro modo di vedere il mondo.  Violente e crudeli, mortifere e resuscitanti , anonime eppure personalissime non appena qualcuno si assume la responsabilità di raccontarle e prestare loro la voce, le barzellette non sono altro che lo specchio della nostra umanità. Chi meglio di Ascanio Celestini per metterne in evidenza, con la consueta ironia, luci e ombre?

#narrazione #teatrocivile #barzellette

3. Amorosi assassini di Valeria Perdonò ad Après-coup Teatro

In Italia ogni giorno 88 donne subiscono violenza. Sono questi gli ultimi dati condivisi a novembre 2019 in occasione della giornata contro la violenza sulle donne. Risale invece al 2006 il saggio “Amorosi assassini” (edito Laterza) che dà il titolo allo spettacolo di Valeria Perdonò, in cui alcune donne, scrittrici e giornaliste, raccontano casi di femminicidio. A guidare l’attrice in un monologo ricco di riferimenti musicali e poetici, è la vicenda di Francesca Baleani, ridotta in fin di vita e gettata in un cassonetto dall’ex marito e miracolosamente sopravvissuta a questo brutale tentativo di omicidio. Quella che apre Perdonò, senza rinunciare nel suo impegno alla propria ironia, è una finestra sul nostro presente: il tentativo di gettare insieme al pubblico di Après-coup, bistrot dalla vocazione culturale, uno sguardo diretto su una delle piaghe del nostro quotidiano. Perché è proprio dalla parola, dal suo potere denunciante, persuasivo, curativo che inizia ogni battaglia di civiltà.

#sguardisulpresente #provadattore #femminicidio

Camilla Lietti e Corrado Rovida