Nome e Cognome
Maura Di Vietri

Cosa ti rende indispensabile per Fattoria Vittadini?
I miei occhi, il mio punto di vista, la mia testa dura e il mio cuore aperto. Sono il sud nel nord.

Chi è il tuo maestro?
Di punti di riferimento nel mio percorso artistico ne ho avuti diversi. Dagli insegnanti professionisti che mi hanno seguito durante i tre anni di studio in accademia ai vari coreografi con cui ho collaborato con la compagnia. Se proprio devo pensare al  “maestro” non posso non parlare della mia insegnante Luciana Melis. Mi ha accompagnata nel mondo del teatro danza e dell’improvvisazione. Mi ha cambiato la vita. A lei devo tanto.

Quale lavoro di Fattoria Vittadini ti rappresenta di più?
 Il lavoro che mi rappresenta di più è in assoluto To this purpose only, del duo berlinese dei Matanicola. Spettacolo che ha avuto una tournée molto lunga e questo ha aiutato nel processo di consapevolezza, ma non solo: è stato un esperimento in cui i nostri materiali personali sono stati messi a disposizione di grandi occhi (quelli di Matan Zamir e Nicola Mascia) capaci di una “bellezza” che ho condiviso, soprattutto per l’acuta osservazione dei dettagli.

Cosa fai prima di salire sul palco?
Potrebbe far sorridere ma prima di salire sul palco mi chiudo in bagno. Doccia calda e silenzio. Aiuta a focalizzarmi.

Cosa c’è a casa tua che ricorda la danza?
Da anni ho la passione di raccogliere immagini che mi colpiscono in qualche modo. Conservo tutto, cartoline di spettacoli, foto tratte da quotidiani, pezzi di carta. La danza la trovo nelle piccole cose.

I primi 10 anni di Fattoria Vittadini… in 10 parole.
Sacrificio, creazione, famiglia, necessità, bellezza, urgenza, pensiero, acqua, crescita, strada.

 

a cura di Gianmarco Bizzarri