Ipertesti omerici. “Nostoi” antichi e moderni tra Botho Strauss, Porfirio e Omero – Alessandro Iannucci – Stratagemmi 12

4,99

Descrizione

Descrizione

La performance aedica di Femio alla corte di Itaca – narrata nel primo canto dell’Odissea – subisce un’improvvisa e singolare interruzione. Penelope, sconvolta dal racconto del “doloroso” ritorno degli Achei (I 325-44), in lacrime, chiede al cantore di desistere da quel canto che suscita in lei un’emozione troppo forte e violenta, legata al ricordo di Odisseo lontano (vv. 343s.). La dizione poetica tradizionale codifica il sentimento di una distanza o perdita avvertita come dolorosa attraverso il verbo “rimpiango”, nella traduzione di Rosa Calzecchi Onesti ovvero “desidero” in quella di Giuseppe Aurelio Privitera. Questo desiderio carico di rimpianto sembra contraddistinguere quanti patiscono la lontananza di Odisseo. Con altre parole e immagini è invece descritto lo stato d‟animo di Odisseo trattenuto dalla ninfa Calipso nell’isola Ogigia: l‟eroe continuamente piange, seduto sul promontorio di fronte al mare (V 82-84; 151-58) mentre “sospira per il ritorno” (V 153). Significativo è lo scarto che segna il diverso statuto dell‟eroe rispetto a quanti ne attendono il nostos.