«Amo il teatro, perché parlo io. Voi state zitti. E a me non interessa assolutamente sapere le vostre idee».
 Si apre con questa provocazione Un’ora di niente, il monologo scritto, diretto e interpretato da Paolo Faroni, che affronta l’eterna contrapposizione tra pulsioni e spiritualità.

Strutturati secondo uno schema di stampo filosofico, scandito in tesi, antitesi e sintesi, gli episodi autobiografici affrontano una contrapposizione apparentemente insanabile: quella tra il richiamo animalesco e primordiale della natura — definita “capitalista” per le sue brutali quanto ineluttabili leggi — e la potenza insondabile dell’anima che sospinge l’uomo verso aspirazioni più elevate.

Sempre in bilico tra trivialità e riferimenti filosofico-letterari, Faroni costruisce uno spettacolo che intrattiene e diverte per tutta la sua durata. Il testo, che si richiama chiaramente alla comicità d’oltreoceano, affonda con alcune battute dal sapore politicamente scorretto: Faroni si muove bene sul palco e si dimostra da subito padrone del mestiere di attore curando tempi comici ben definiti. La scenografia, di fatto costituita da palco nudo, permette di convogliare l’attenzione degli spettatori proprio su queste capacità tecniche, in grado di valorizzare una drammaturgia che persino nei momenti più buffoneschi non rinuncia a un’impostazione bonariamente professorale (sarà il retaggio del liceo classico?). 
L’intento di Faroni, che dosa auto-ironia e riflessione impersonando il tipico “So tutto io”, sembra quello di ridestare il pubblico da un certo tipo di appiattimento culturale, un certo tipo di appiattimento dell’anima e al tempo stesso quello di riflettere sulla vacuità di un nozionismo senza presa reale.

In Un’ora di niente Faroni riesce a costruire uno spettacolo che non è solo comico, ma tenta di restituire la complessità e la dissonanza umana, senza la pretesa di imporre un punto di vista unico.

Nadia Brigandì e Jasna Camilla Grossi

UN’ORA DI NIENTE
di e con Paolo Faroni


Questo contenuto è esito del progetto di Stratagemmi per Nolo Fringe Festival 2021