Ventiquattro/Venticinque 2013

12,00

Descrizione

Descrizione

Fin dalla sua fondazione, “Stratagemmi” ha cercato occasioni di incontro e cortocircuiti tra il mondo della scena e quello dell’accademia, tra chi studia teatro e chi vive il palcoscenico, tra passato e presente.
Ecco perché il convegno Shakespeare nei labirinti del contemporaneo / Shakespeare in the Maze of Contemporary Culture – che si è svolto presso l’Università degli Sudi di Milano tra il 28 e il 30 marzo 2012 – ci è sembrato un’occasione particolarmente preziosa. Gli organizzatori, Carlo Pagetti e Mariacristina Cavecchi, hanno chiesto a un esteso gruppo di studiosi ed esperti di teatro di interrogarsi sulla multiforme eredità di Shakespeare nella contemporaneità: i contributi che leggerete – che spaziano dalla regia contemporanea ai graffiti, dai film di Bollywood agli spaghetti western passando per Isaac Asimov – testimoniano, con la loro varietà, la caleidoscopica presenza del teatro shakespeariano nella realtà di oggi.

La giornate di convegno ci hanno conquistato per almeno due motivi: in primis, la capacità di approfondire argomenti complessi con i rigorosi strumenti dello specialismo, senza tuttavia limitarsi a un’indagine chiusa o autoreferenziale. Abbiamo poi trovato particolarmente significativa la scelta di dare spazio anche ai protagonisti della scena: leggerete, nelle prossime pagine, il resoconto delle due tavole rotonde in cui si sono confrontati registi, attori e drammaturghi che hanno affrontato la sfida del testo shakespeariano.

Il programma di questo convegno ha quindi rivelato una naturale consonanza con la struttura della nostra rivista, che vede pubblicati nella prima sezione saggi di ampio respiro e nella seconda articoli e brevi riflessioni sulla scena contemporanea: è nato così il progetto di questo numero speciale (un numero doppio, che copre le mensilità di dicembre 2012 e marzo 2013), interamente dedicato al fortunato convegno curato da Carlo Pagetti e Mariacristina Cavecchi.
Con loro “Stratagemmi” ha condiviso una sfida: superare i tradizionali ‘atti’ per soli specialisti, per offrire a chiunque abbia voglia di intraprenderlo un viaggio nei labirinti della contemporaneità.

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