Al Lavoratorio di Firenze i Menoventi portano in scena Veglia, uno spettacolo che si offre fin dall’inizio come un’esperienza condivisa più che come una semplice performance. Lo spettacolo celebra i vent’anni della compagnia: un traguardo importante, e volendo anche un buffo gioco di parole. Consuelo Battiston e Gianni Farina, accompagnati per le date fiorentine dall’ospite musicale Lorenzo Meazzini, ci guidano con energia in un caleidoscopio di racconti e giochi — o riti, se si preferisce.

L’opera mette in scena le mille forme in cui la realtà, e non solo quella, può incanalarsi. Già il significato del titolo muta più volte, come ombre attorno a un falò. Ed è proprio un falò, o meglio la sua rappresentazione scultorea realizzata da Óscar Domínguez, ad accoglierci. Gli spettatori siedono in cerchio attorno al “fuoco” e così ha inizio la veglia.Una veglia gioiosa, fatta di gioco e mistero, che richiama certi riti funebri di alcune culture, dove pianto e tristezza convivono con la festa e l’ebbrezza. Il gruppo Menoventi ci prende delicatamente per mano. «Veglieremo con voi». Lo spettacolo si ispira al libro Le Cercle des menteurs di Jean-Claude Carrière, raccolta di fiabe raccontate da bugiardi che rivelano grandi e piccole verità filosofiche. Qui i bugiardi sono tanto Consuelo e Gianni quanto noi spettatori, chiamati a evocare e interpretare fiabe e racconti provenienti da tutto il mondo, fondendo realtà scenica e pubblico, proclamando verità attraverso sordide bugie. Dopo aver incontrato la Morte a Samarcanda, giocato nell’Aldilà cinese, partecipato ad antichi giochi e indovinelli, ascoltato vecchie canzoni popolari toscane, tutto culmina in un grande ballo, accompagnato da vino rosso: una sorta di eucaristia profana, inscenata su danze popolari.

Veglia come stare svegli, lucidi; ma si può essere lucidi anche in un sogno. Lo spettacolo ricorda, da un lato, un raffinato varietà televisivo — quasi un episodio del Flying Circus dei Monty Python — dall’altro un cammino iniziatico, come delle nozze alchemiche consumate nell’arco di un’ora. Grazie alle interazioni e agli spunti del pubblico, lo spettacolo è mutevole come le storie che rappresenta. E così, finita questa breve veglia, ci si sorprende a chiedersi con curiosità come sarà la prossima.

Olmo Gaudini


in copertina: foto @ Il Lavoratorio

VEGLIA
di e con Consuelo Battiston e Gianni Farina
ospite musicale Lorenzo Meazzini, in arte MUNI
scultura Oscar Dominguez
consulenza sonora Mirto Baliani
organizzazione e promozione Andrea Martelli, Marco Molduzzi
amministrazione Stefano Toma
produzione E Production/Menoventi, Drama Teatro


Questo contenuto è parte dell’osservatorio critico Officina Critica #3