Haner: una scelta libera?

“Nessuno sa chi è davvero Haner. Non lo sa chi la conosce e non lo sa chi non la conosce. Solo Haner potrebbe dircelo. Solo lei. Ma lei non è qui.”
Queste le parole che racchiudono in una frase il fulcro dello spettacolo Tu es Libre. Una rappresentazione complessa, particolare, profonda e commovente – accentuata da una scenografia apparentemente povera che permette una maggiore focalizzazione sui movimenti e le parole degli attori, resa ancora più intensa dall’amplificazione dei suoni di un microfono posto al centro del palco.
Dopo due anni dalla scomparsa di Haner, giovane donna francese che decide di partire per la Siria, vengono rilasciate diverse deposizioni per cercare la verità, capire come sono andate realmente le cose: dove si trova? È viva? È morta? Chi o che cosa l’ha spinta ad andarsene? Se poi le deposizioni sono realmente servite, questo resta un mistero, ma “sarebbe troppo difficile scoprire che la verità non serve”, che non è mai esistita. Essa, infatti, sembra essere l’unico obiettivo per la madre e il padre, per l’amica e per il fidanzato, le uniche persone ad avere un legame con lei, le uniche che possono conoscere la risposta alle diverse domande; le uniche a nascondere, in fondo, qualche segreto loro confidato dalla ragazza. Un quaderno, un libro, un vestito bianco e uno nero: questi, invece, gli unici oggetti a seguirla nella sua impresa verso quella terra a lei quasi sconosciuta. Impresa probabilmente iniziata alla ricerca della propria libertà, ancorata da una parte alla contemporaneità e dall’altra al mito classico di Andromaca, personaggio a lei molto caro in quanto riflesso della sua anima nascosta, e oppressa da una società alla quale non si sente appartenere. Libertà che supererà la concezione di bene e male, di giusto e sbagliato, di vita e di morte. Libertà per la quale si procurerà delle armi e ucciderà, o forse no, e farà un attentato in un supermercato francese, o forse no, morirà, o forse no.
Queste sue scelte possono essere giustificate? Si può trovare una motivazione, una spiegazione, un fine o uno scopo nelle sue decisioni? “Io ci ho provato, ma non ci sono riuscita” questa la risposta dell’autrice Francesca Garolla, personaggio presente sul palcoscenico, interpretando semplicemente sé stessa ed esprimendo opinioni e spiegazioni di argomenti o di atti ambigui e apparentemente poco chiari per lo spettatore.
Tu es Libre non ti spinge ad avere un’opinione o a scegliere se approvare o disapprovare le scelte di Haner. Ti pone piuttosto davanti agli occhi il bene e il male, i buoni e i cattivi, e te li pone contemporaneamente, costringendoti a non poterti focalizzare su una delle due parti, ma su entrambe, senza darti il tempo di parteggiare per l’una o per l’altra.
Cos’è quindi la libertà? La possediamo o la dobbiamo ancora trovare? E tu, sei libero?

Ludovica Zampieri