Una grande botola di legno occupa il centro del piccolo spazio. Da lì escono un uomo e una donna, parlano del cimitero in cui stanno lavorando, di morti e parenti.
Poco dopo, quella botola viene coperta e da tomba diventa un palcoscenico, su cui la protagonista mette in scena il proprio dolore.
Così inizia Il Funerale di Mia Madre: The Show, una commedia metateatrale, che affronta tematiche come la disuguaglianza sociale, il lutto e il rapporto ambivalente tra genitori e figli.
E quale spazio migliore per rappresentare uno spettacolo che racconta di uno spettacolo, se non il teatro della Scuola Mohole, nel quartiere di Lambrate? Un spazio dedicato, in cui giovani studenti possono imparare, sperimentare, creare, mescolando la vita vera con la finzione, come succede anche alla nostra protagonista.

La giovane drammaturga Abigail ha da poco perso la madre, ma non ha i soldi per pagare le spese salate del funerale e se non vuole una sepoltura a carico del Comune, senza le cascate di fiori e la bara con le maniglie in ottone — richieste a cui sua madre era tanto affezionata — Abigail deve scrivere uno spettacolo convincente, che riesca a coprire quei costi.
Il direttore del teatro per cui lavora vuole qualcosa di potente e che faccia riflettere il pubblico e, nonostante le prime resistenze, Abigail decide di scrivere ciò che le è più caro in quel momento: la morte di quella figura materna che, nonostante le restrizioni economiche in cui vivevano, non le ha mai fatto mancare niente. Una tematica, quella del lutto per la madre, che lei vorrebbe vivere con discrezione, ma che il direttore di teatro vuole sia il soggetto della nuova pièce. Abigail si trova quindi a scrivere di sé e del suo dolore, ma senza rivelare che la madre morta di cui si parla è proprio la sua.
E mentre Abigail cerca di restituire al pubblico il ricordo migliore che lei ha di sua mamma, emergono altri due punti di vista: quello di suo fratello e del personale del teatro, che lavora con lei alla messa in scena dello spettacolo.

Suo fratello, infatti, non ha mai avuto quella relazione stretta che vantava la sorella. Non conosceva così bene sua madre e quando è andato via di casa i rapporti tra loro si sono pressoché chiusi, tanto che non saprebbe neanche dire quale fosse il colore preferito della madre e non saprebbe raccontare molto a sua figlia, che le chiede informazioni sulla nonna che non conosce. Anche il direttore del teatro e i colleghi di Abigail, che non sono a conoscenza della reale identità della madre di cui parla lo spettacolo, si permettono di dare opinioni, di dare a questa donna dell’egoista e dell’egocentrica, distruggendo l’opinione che Abigail conserva di sua madre.

Il funerale di Mia Madre: The Show è letteralmente la messa in scena di un dolore, la spettacolarizzazione di qualcosa che dovrebbe rimanere privato, ma che alla fine viene messo sotto i riflettori dello sguardo giudicante della gente. E così, come spesso succede quando qualcosa di personale viene consegnato a un pubblico, dettagli e ricordi vengono travisati, stravolti, rimaneggiati: questa madre amorevole e presente è davvero esistita? Chi davvero dice la verità? Abigail che viveva per sua madre e, anche nella morte, vuole renderle omaggio, o suo fratello che non ha mai avuto l’opportunità di ricostruire quel legame e non si sente partecipe della stessa perdita?

Elsa Bossi, Alice Giroldini, Mauro Parrinello, che rappresentano rispettivamente madre, figlia e figlio, portano in scena il dramma di una perdita e il cortocircuito che deriva quando scopriamo che quel genitore che abbiamo sempre idealizzato e portato in palmo di mano non corrisponde al vero.
Il pubblico partecipa a questo dolore, con empatia e risate, facendo sentire il proprio calore, ma quando le luci si accendono e le lacrime si sono asciugate, rimangono i dubbi e la confusione. Chi era davvero questo genitore? Quanto merita di essere pianto e commemorato?
Non ci sono risposte: di certo, Abigail di sua madre conserva le canzoni dei Blondie e quel programma preferito da guardare insieme e la convinzione che, in fondo, qualcosa di buono da ricordare c’è stato.

Silvana Accardo 


immagine di copertina: foto di Davide Aiello

IL FUNERALE DI MIA MADRE: THE SHOW
regia e traduzione Francesca Montanino
con Elsa Bossi, Alice Giroldini, Mauro Parrinello
light e sound design Adriano Antonucci
assistente alla regia Diletta Bracco
produzione Fondazione Solares Teatro delle Arti, TangramTeatro, Enchiridion
per gentile concessione di The Agency (London) Ltd
in partnership con Torino Fringe Festival

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La recensione fa parte dell’osservatorio critico dedicato a FringeMI Festival 2026