Sulla scena di Dancehaus i danzatori sono pedine viventi: giocano una partita a scacchi in cui si incontrano e si scontrano, si cercano e si respingono attraverso rapporti esasperati, sempre sul filo dell’isteria e dell’angoscia. Le caselle, gli abiti e gli oggetti di scena ora accostano bianco e nero in un contrasto irriducibile, ora li mescolano nel tentativo di trovare un’armonia tra gli opposti. Io sono il bianco del nero vive infatti di una continua alternanza di luci e ombre, scandita da voci registrate (in inglese, francese, tedesco): una Babele linguistica che rafforza l’idea della fusione cromatica come con-fusione.
Ora si impone un’atmosfera rarefatta all’insegna del lirismo: le tinte chiare, i movimenti sinuosi e delicati degli interpreti, il fioccare di neve sintetica con tanto di sottofondo di violino rallentano e sospendono il tempo, quasi come in un flashback cinematografico. Ma ecco, che in un attimo tutto cambia e affiora la cupezza: luci basse, musica martellante e le grida irose dei performer a sostenere passi energici, scatti improvvisi e  movenze irrigidite da marionette.
Così, guidati dagli sbalzi cromatici, gli spettatori si abbandonano a molteplici suggestioni, risucchiati, trasognanti, in un vorticare di calma e angoscia, serenità e inquietudine.

Io sono il bianco del nero
uno spettacolo di Susanna Beltrami
interpreti Alice Beatrice Carrino, Samira Cogliandro, Cristian Cucco, Giuseppe Morello
e Giovanni Leone, Vanessa Loi, Michela Priuli, Giulia Vacca, Elena Valdetara 
con Matteo Bittante, Daniele Ziglioli
consulenza drammaturgica Lorenzo Conti
Visto a MilanOltre il 28 ottobre 2017

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