Stanco di passare la vita a cercare di farti una vita? Basta che tu ti sottoponga a un test che prova scientificamente il tuo valore come persona e troverai il tuo posto nel mondo!

Maurizio, interpretato da Ermanno Rovella, è un banale trentenne, solo e disoccupato. Non ha nessuna ragione e urgenza di prendere in mano la propria vita e si barcamena goffamente tra colloqui di lavoro andati male e un presente senza prospettive, allietato esclusivamente dalla presenza del suo animale domestico, un criceto di nome Chewbecca. L’arrivo dirompente di Esmeralda (Alice Bignone) che bussa alla sua porta e offre una soluzione oggettiva alla sua inettitudine sembra fornire la soluzione giusta al suo malessere esistenziale. Con un preciso calcolo, Maurizio può finalmente scoprire il suo valore e vivere come il dottor Barbieri, fondatore del programma “Katasterismos” di cui Esmeralda fa parte. Ma se trovare il proprio posto nel mondo fosse esclusivamente una convenzione sociale? Se si finisse solo a girare vanamente su una ruota come un criceto?

Lo spettacolo, scritto e diretto da Eleonora Cicconi, racconta di una distopia per nulla lontana, tanto che lo spettatore si chiede se sia meno augurabile lo stato di inattività iniziale di Maurizio o il sottoporsi all’esperimento di Esmeralda che è spersonalizzante e inumano, anche se, per lo meno, porta a una certa efficienza e stabilità. Ma quale sia lo scopo dell’efficienza non è chiaro: l’avere successo sembra solo avvicinare tutti a un conformismo vacuo. La domanda resta quindi aperta: è davvero possibile, e soprattutto utile, una classificazione discreta e scientifica delle vite e della variabilità delle esperienze umane in base a parametri universali?

Lo spettacolo è quindi un’amara commedia che, per una casuale ironia, nell’ambito del Nolo Fringe Festival 2021, è stata messa in scena al ristorante Dulcis in Fundo e che di dolce ha davvero poco. Il locale ha un’atmosfera da brunch della domenica e da famiglie con bambini, e questo stride in modo perfetto per uno spettacolo cupo e con una scenografia, costituita solo da barre di luci led verticali. Queste sono anche il principale strumento registico per cadenzare il tempo e definire gli spazi: con l’accendersi e lo spegnersi dei led passano i giorni e i mesi, cambiano i luoghi ma crollano anche le certezze. Attraverso i giochi di luce, infatti, vengono anche eretti e demoliti muri, che prima separano i due protagonisti e poi li rinchiudono insieme, come in una gabbia.

A definire il passaggio di situazione vi è il cambio di registro degli attori: Maurizio subisce in modo evidente un lavaggio del cervello e infatti cambia abiti, postura, tono di voce e lessico, diventando un perfetto “yes man”. “Gesti sicuri, voce né troppo alta, né troppo bassa, contatto visivo e se non mi viene la risposta respirare” arriva ad affermare Maurizio, che munito di cartellina e contratti è ormai pronto a cercare nuovi adepti e seguaci porta a porta, come all’epoca aveva fatto con lui Esmeralda. Esmeralda d’altro canto, che è fin dall’inizio una “yes woman” perde , come improvvisamente ridestata un incubo, la sua sicurezza da automa e si scopre umana, fragile, tenera. La costellazione del criceto conduce una riflessione filosofica e simbolica sulla fede nei numeri e su un’oggettività che non lascia scampo e interpretazione offrendo un’interpretazione e una possibile via d’uscita al dataismo e all’ossessione classificatoria.

Micol Sala, Jasna Camilla Grossi

LA COSTELLAZIONE DEL CRICETO
testo e regia Eleonora Cicconi
con Alice Bignone ed Ermanno Rovella


Questo contenuto è esito del progetto di Stratagemmi per Nolo Fringe Festival 2021